Dall'autosoccorso alle valanghe, dalle misurazioni al rifugio, che esperienza sul ghiacciaio Mandrone
Esercitazione di autosoccorso, pianificazione dell’escursione e preparazione dello zaino, rudimenti di nivologia e approfondimenti sulla stabilità, lettura del bollettino valanghe e la conoscenza dell’ambiente di alta montagna. E ancora la raccolta di dati e campioni.
Sono stati due giorni particolarmente intensi, venerdì 28 e sabato 29 marzo: siamo saliti in quota per l’escursione conclusiva del progetto Filzi Valley, un’iniziativa che ha proposto incontri con gli esperti, laboratori e lezioni per approfondire le tematiche legate alla crisi climatica. Una serie di appuntamenti che ha coinvolto il Muse, le Guide Alpine del Trentino, il Trento Film Festival, l’Appa-Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente, l'associazione “tra le rocce e il cielo” e l'associazione Glow.
Il percorso si è concluso in alta quota. Muniti di attrezzature, equipaggiati con ciaspole e zaino ci siamo mossi sulle cime della montagna per mettere in pratica e approfondire in ambiente alcuni degli aspetti trattati durante i vari incontri con gli esperti.
Abbiamo trascorso le giornate sull’Adamello per scoprire il ghiacciaio del Mandrone e vedere direttamente sul campo gli effetti della crisi climatica. Nelle attività ci siamo confrontati con le Guide Alpine e Christian Casarotto, glaciologo e mediatore culturale del Muse, sull’ambiente, la ricerca e alcune misurazioni pratiche per scoprire i segreti che si “nascondono” negli strati di neve.
Scienza ma anche relazioni. La gita ha visto anche un confronto tra noi e i professori rispetto all’intero progetto ma è stata anche un’opportunità per superare le difficoltà dell’ambiente, per stare assieme, imparare e dormire in alta quota.
di Filippo Dorilli, Francesca Cozzolino, Flavia Zanghì, Noemi Noriller, Camilla Bejenaru, Pietro Cristani, Christian Faa’, Giovanni Montanari e Erik Vicentini

