Durante gli incontri del festival "Informatici Senza Frontiere", i relatori Marco Gori e Norberto Patrignani hanno offerto una riflessione profonda sul ruolo dell'intelligenza artificiale (IA) nella società contemporanea.
Entrambi docenti di informatica, il primo presso l'Università di Siena e il secondo presso l'Università di Torino, hanno messo in evidenza come le tecnologie intelligenti possano rappresentare sia un'enorme opportunità di progresso (qualora utilizzino un metodo deduttivo che parte da regole certe per arrivare conclusioni specifiche) sia una sfida etica, sociale e ambientale (attraverso l'uso massiccio di algoritmi e sistemi automatizzati).
I relatori ci restituiscono inoltre una immagine terribile e antidemocratica dell'AI: "Dietro ogni scelta tecnologica c'è sempre una decisione umana" (Noberto Patrignani).
Se da un lato la tecnologia può migliorare la vita quotidiana, dall'altro può anche generare nuove forme di controllo, disuguaglianza e dipendenza cognitiva. Come ha sottolineato Marco Gori "le macchine non devono causare dolore", ma piuttosto contribuire al benessere umano senza sostituirsi all'uomo.
I due relatori hanno richiamato l'attenzione sul rischio di delegare alle macchine decisioni etiche, il che potrebbe ridurre la libertà e la responsabilità individuale. Un punto chiave è stato il richiamo al Manifesto Roboetics (Torino, 2004), che stabilisce quattro principi fondamentali:
- prevenire il cattivo uso delle tecnologie,
- promuovere uno sviluppo della robotica a beneficio dell'uomo e dell'ambiente,
- rifiutare applicazioni belliche o distruttive
- costruire un'etica condivisa.
Gli interventi hanno anche messo in luce il lato oscuro del web, sempre più dominato dalle grandi aziende digitali che accumulano dati e potere economico, generando disuguaglianze. Come evidenzia il sociologo Antonio Casilli, molti lavoratori invisibili "nutrono" gli algoritmi, diventando veri e propri schiavi del clic.
La conclusione condivisa dagli esperti è chiara: la tecnologia non è neutra. Per costruire un futuro digitale umano e sostenibile, è fondamentale unire competenza, consapevolezza ed etica, mantenendo sempre al centro l'uomo e la sua responsabilità.
la classe 5UD
