Il nostro gruppo, composto da 8 studenti (Fanoni Arianna, Fava Beatrice, Gisini Mariarosaria, Luongo Victoria, Papa Simone, Parolini Leo, Prandi Matilde e Terazzi Carolina) e due docenti (prof.sse Filosi e Melas) ha partecipato dal 22 al 28 marzo 2026 ad un viaggio a Bonn, in Germania, nella cornice del progetto Erasmus+ "Europa, arriviamo!".
Il nostro diario di viaggio
Il mercoledì mattina ci siamo dedicati a diverse attività scolastiche al Beethoven Gymnasium. Abbiamo frequentato il corso IVK, cioè la classe dedicata ai bambini che non conoscono la lingua tedesca, i quali hanno bisogno di integrarsi con i loro pari attraverso corsi specifici di potenziamento della lingua.
Abbiamo aiutato i bambini nelle loro attività ed osservato le tecniche pedagogiche tedesche, soprattutto considerando che il sistema dell'IVK è un'eccellenza del Liceo Beethoven.
In passato, gli studenti stranieri, a causa delle loro difficoltà linguistiche, non riuscivano ad integrarsi all'interno del sistema scolastico e anzi erano spesso indirizzati verso scuole di livello minore, ignorando le loro potenzialità. Troviamo che la presenza di docenti che assistono questi studenti simboleggi quanto oggi la società tedesca sia molto più inclusiva rispetto al passato e come si cerchi di dare a tutti le stesse opportunità, indifferentemente dalla provenienza.
In seguito abbiamo avuto la possibilità di intervistare personalmente la professoressa Romana Ahadi, docente di origini iraniane, cresciuta in Austria e ora docente di lingue al Beethoven Gymnasium. Durante il colloquio ci ha esposto cosa significhi per lei parlare ben sette lingue diverse e di quanto sia importante per lei coniugarle con le corrette modalità di insegnamento per trasmettere al meglio le proprie conoscenze. Per lei infatti la conoscenza delle lingue è cruciale non solo a livello lavorativo, ma anche a livello sociale, poiché crea ponti tra persone e culture e aiuta a formare migliori cittadini futuri.
Il pomeriggio è iniziato nel parco dell'università di Bonn con una riflessione di gruppo riguardante il tema delle manifestazioni pacifiche. Dal discorso sono emersi pareri diversi: alla fine ci siamo chiesti se nell'era digitale questi eventi sono ancora significativi. ma tutti hanno concordato sul fatto che hanno ancora un forte significato sociale.
Successivamente abbiamo visitato una nuova parte della città (Nordstadt), dove sono presenti viali alberati di ciliegi. Le piante danno un aspetto meraviglioso alla città, rendendo la passeggiata piacevole e rivitalizzante.
Il quarto giorno
Nella mattinata di giovedì 26 marzo abbiamo svolto diverse attività, dopo essere stati abbinati con i partner tedeschi, per conoscere meglio Bonn e la sua storia.
Abbiamo iniziato visitando il museo “Haus der Geschichte”, un luogo che esplora l'importante e significativa storia tedesca dal Dopoguerra fino ai primi anni duemila. La mostra è stata molto intensa poiché mostrava foto e oggetti appartenuti a persone e famiglie durante gli anni più rilevanti della storia. Con il proprio partner tedesco ogni partecipante ha scelto un oggetto considerato fondamentale e ha svolto un approfondimento, per poi condividerlo in seguito con gli altri studenti e insegnanti (gli studenti italiani hanno esposto in tedesco e i loro partner in italiano).
La mattinata è proseguita al di fuori del Museo con il compito per ogni coppia di realizzare un video su un luogo determinante della cosiddetta Web der Demokratie di Bonn. Gli studenti hanno girato per la città scoprendone nuovi angoli e approfondendo la conoscenza della sua storia. E' stato un lavoro di cooperazione tra italiani e i tedeschi.
La mattina si è conclusa alle 13.00 con il pranzo nella mensa della scuola ospitante. Nel pomeriggio siamo stati impegnati nella restituzione dei lavori appena descritti nella classe della professoressa Ahadi.
Il momento più importante della settimana è stato tuttavia giovedì sera, quando ci siamo riuniti al ristorante “Bahnhöfchen” sul Reno, per cenare tutti insieme. Un tavolo era dedicato alle insegnanti che hanno lavorato al progetto e uno era dedicato agli studenti e ai loro partner tedeschi. La cena è stata un ottimo momento di convivialità tra pari e ha aiutato a creare legami più profondi. Inoltre diversi studenti tedeschi hanno voluto ricevere i nostri contatti social per comunicare con noi anche a distanza.
Il quinto giorno
La mattina di venerdì 27 marzo è iniziata con un altro tour alla Haus der Geschichte, in modo da avere tempo aggiuntivo per concludere il tour iniziato il giorno prima, ma stavolta senza la compagnia dei partner tedeschi. La visita é stata interessante e anche illuminante riguardo ala nostra percezione della storia, in quanto il museo contiene non solo esposizioni dedicate al Dopoguerra, al terrorismo degli anni ‘70 o alla caduta del Muro di Berlino, ma anche ad aspettii più recenti, come il ruolo della Germania nella NATO, nell'ONU e nell'UE, e un angolo dedicato alla pandemia, un evento recente che è diventato parte della storia.
In seguito ci siamo recati presso un altro importante museo. Fondato da Alexander Koenig e donato allo Stato dopo la sua morte, a patto che fosse dedicato alla ricerca e l'educazione, è considerato uno dei più rilevanti centri di ricerca per le Scienze naturali.
Il Museo contiene tantissime esposizioni interessanti dedicate a diversi habitat, tra cui il nord Africa e la foresta amazzonica, con tanto di ambienti immersivi che contrastano con la struttura esterna in stile classico. Inoltre ci sono diverse esposizioni dedicate all'ecologia, alla conservazione dell'ambiente e all'agenda 2030. Inoltre il Museo è stato anche sede di un importante evento politico,: infatti la città di Bonn fu bombardata in maniera meno intensa durante la Seconda guerra mondiale e, poiché l'edificio del Museo restò intatto, lo stesso fu scelto come sede della seduta inaugurale del Parlamentarischer Rat il 1 gennaio del 1948. In questa seduta iniziò la stesura della Grundgesetz, la legge fondamentale della Germania, che come la nostra Costituzione è alla base della legislazione tedesca e della fondazione di uno Stato democratico in seguito agli orrori del nazismo.
Subito dopo il pranzo ci siamo avviati verso il museo di arte moderna di Bonn, il ”Kunstmuseum”. La visita è stata molto interessante. L'edificio è moderno con soffitti alti e sfrutta molto bene il gioco di luci per esaltare i quadri e le opere. Il percorso è stato molto piacevole e tranquillo, infatti il Museo non era affollato. Ognuno del gruppo ha scelto un'opera ritenuta più significativa, su cui ha in seguito svolto un approfondimento. La sera il gruppo è uscito per l'ultima cena del viaggio. Abbiamo mangiato in un ristorante tipico condividendo gli ultimi momenti del viaggio e preparandoci all'imminente partenza.
Il sesto giorno - Riflessione finale
Giunti al termine del nostro percorso relativo alla mobilità Erasmus+ in Germania, possiamo sintetizzare i quattro elementi sui quali si è basata la nostra esperienza, ovvero pace, multiculturalità, sostenibilità e nuove tecnologie.
Ognuno di questi punti è molto presente sul territorio della città di Bonn. Dalla diversità etnica, religiosa e culturale, alla presenza di nuove tecnologie e innovazioni per quanto riguarda i trasporti, i dispositivi elettronici a fine didattico e i luoghi con finalità sociale e sostenibile, ad esempio habitat ecologici, macchinette per il riciclo delle bottigliette di plastica (molto diffuse in tutta la Germania), stazioni di ricarica per le auto elettriche, strade adattate al trasporto pubblico di U-Bahn e S-Bahn, ecc.
L'aspetto della pace lo so può trovare in varie forme. Se la intendiamo come “tranquillità e serenità dei cittadini”, i parchi che abbiamo visitato ne sono sicuramente il miglior esempio. Il clima di temperanza e quiete rappresenta la convivenza cittadina di Bonn. Se la intendiamo nel suo aspetto più storico, la “Haus der Geschichte" è sicuramente il luogo migliore per permetterci di connettere il passato di guerra dell'Europa e del Mondo col presente che ha fatto passi in avanti verso la stabilità geopolitica. Non per questo è tema che deve essere tralasciato, in quanto le questioni che hanno afflitto un tempo il nostro territorio, sono quelle che, proprio per il fatto di essere ignorate, possono scatenare le nuove crisi del presente o del prossimo futuro.
Infine, per sintetizzare il tutto, citerei l'ultima esperienza per noi fondamentale. La visita alla cattedrale di Colonia può esserci d'aiuto per comprendere il passaggio storico appena citato e l'aspetto della multiculturalità. Abbiamo osservato alcune fotografie del Duomo durante la Seconda Guerra Mondiale, approfondito i restauri del Dopoguerra. Tale approccio, così minuzioso nei confronti dell'arte, ci è utile per comprendere come l'umanità, dopo eventi talmente tragici, trovi la forza di “riemergere” dalle sue macerie. E facendo ciò proprio con l'arte, dandole il giusto peso e riconoscendo la sua sacralità, non può essere che il migliore esempio della nuova unione e della "riappacificazione" della collettività dopo un epoca così buia.
Victoria Luongo, Mariarosaria Gisini, Carolina Terazzi e Parolini Leo













