Il giorno 14 Ottobre 2024 la nostra classe 2UA, assieme alle professoresse Nave e Veronesi, ha partecipato ad un’uscita didattica al parco Guerrieri Gonzaga di Villa Lagarina.
Siamo stati accolti da una guida che ci ha narrato la storia del parco e le sue origini. Mentre ascoltavamo il racconto era impossibile non essere attratti dal grande roseto, il quale ospita numerose specie di rose, di svariati colori che, nella stagione primaverile ed estiva sfoggia i suoi eleganti e profumati fiori.
L’enorme giardino immerso nel verde ha creato e crea tutt’ora un ambiente magico e di grande ispirazione per poeti e per giovani scrittori in erba come potrebbero essere alcuni di noi…
Una parte del parco è dedicata al giardino all’italiana, che con la sua imponenza accoglie i visitatori e li conduce verso il cuore della natura. La flora presenta molte piante autoctone ed altrettante alloctone provenienti da diverse parti del mondo, in particolare dal Nord America, come il noce nero, l’ippocastano, i platani ed altro che, grazie al clima mite che il nostro territorio offre, riescono a sopravvivere come quelle autoctone.
Nella prima parte della mattinata, insieme alla prof.ssa Veronesi abbiamo discusso di botanica e della classificazione delle varie specie naturali che il parco ospita. Nella seconda parte, invece, ci siamo immersi completamente nella poesia.
Seduti su una panchina, cullati dal gorgoglio dell’acqua del laghetto e in compagnia dei giardinieri, ci siamo lasciati catturare e ispirare della calma e dal silenzio circostante per svolgere il compito assegnatoci in un’aula a “cielo aperto”.
Luogo altrettanto affascinante è la limonaia, essendo molto esposta al sole e un tempo ricoperta di lastre di vetro, permetteva di ospitare le piante di limone.
La coltivazione di agrumi è dismessa ormai da tempo, ma l’edificio conserva ancora il suo fascino e le targhette in porcellana di Vienna che riportano il nome botanico della vegetazione del parco.
Questo luogo ci porta indietro nel tempo lasciandoci immaginare la ricchezza e l’eleganza che molti anni or sono ospitava.
L’ultimo luogo visitato è stato la “grotta del ghiaccio”: negli inverni passati, dal piccolo lago al suo fianco veniva prelevato il ghiaccio da stipare nella ghiacciaia della grotta, così da svolgere la funzione di frigorifero.
La mattinata è trascorsa velocemente e tra una rima e una passeggiata nei lunghi viali, è giunto il momento di tornare nella nostra aula.
Siamo stati accolti da una guida che ci ha narrato la storia del parco e le sue origini. Mentre ascoltavamo il racconto era impossibile non essere attratti dal grande roseto, il quale ospita numerose specie di rose, di svariati colori che, nella stagione primaverile ed estiva sfoggia i suoi eleganti e profumati fiori.
L’enorme giardino immerso nel verde ha creato e crea tutt’ora un ambiente magico e di grande ispirazione per poeti e per giovani scrittori in erba come potrebbero essere alcuni di noi…
Una parte del parco è dedicata al giardino all’italiana, che con la sua imponenza accoglie i visitatori e li conduce verso il cuore della natura. La flora presenta molte piante autoctone ed altrettante alloctone provenienti da diverse parti del mondo, in particolare dal Nord America, come il noce nero, l’ippocastano, i platani ed altro che, grazie al clima mite che il nostro territorio offre, riescono a sopravvivere come quelle autoctone.
Nella prima parte della mattinata, insieme alla prof.ssa Veronesi abbiamo discusso di botanica e della classificazione delle varie specie naturali che il parco ospita. Nella seconda parte, invece, ci siamo immersi completamente nella poesia.
Seduti su una panchina, cullati dal gorgoglio dell’acqua del laghetto e in compagnia dei giardinieri, ci siamo lasciati catturare e ispirare della calma e dal silenzio circostante per svolgere il compito assegnatoci in un’aula a “cielo aperto”.
Luogo altrettanto affascinante è la limonaia, essendo molto esposta al sole e un tempo ricoperta di lastre di vetro, permetteva di ospitare le piante di limone.
La coltivazione di agrumi è dismessa ormai da tempo, ma l’edificio conserva ancora il suo fascino e le targhette in porcellana di Vienna che riportano il nome botanico della vegetazione del parco.
Questo luogo ci porta indietro nel tempo lasciandoci immaginare la ricchezza e l’eleganza che molti anni or sono ospitava.
L’ultimo luogo visitato è stato la “grotta del ghiaccio”: negli inverni passati, dal piccolo lago al suo fianco veniva prelevato il ghiaccio da stipare nella ghiacciaia della grotta, così da svolgere la funzione di frigorifero.
La mattinata è trascorsa velocemente e tra una rima e una passeggiata nei lunghi viali, è giunto il momento di tornare nella nostra aula.
(Carolina Terazzi, 2UA)