Ghiorgos Seferis è un noto poeta del Novecento, il quale ha rivoluzionato la poesia greca moderna, traendo ispirazione anche dalla letteratura europea, conosciuta durante i suoi numerosi viaggi.
Ma ciò che mi preme di più oggi è descrivere le mie impressioni sulle sue liriche e cosa esse riflettano della persona che fu Seferis, profondamente sensibile a temi come l'esilio e il rimpianto, che risultano gli argomenti centrali di moltissime sue opere.
In fondo, Seferis aveva provato sulla sua pelle il dolore di abbandonare la propria casa, la propria città e le proprie radici per ben due volte, in occasione della catastrofe microasiatica (1919-1922) e della seconda guerra mondiale. Questi eventi costituirono per lui un trauma profondo che, a mio parere, è molto attuale. Basti pensare alle numerose guerre che sono scoppiate negli ultimi anni, le più note in Palestina e in Ucraina, dove in moltissimi sono stati costretti ad abbandonare la propria vita per tentare di costruirne un' altra lontano dal conflitto. Ma è un processo lungo e difficile, dopo eventi così dolorosi.
Leggendo le poesie di Seferis su questo tema, non posso fare a meno di notare, con molto rammarico, quanto le esperienze dell'uomo, specialmente quelle negative e angoscianti della guerra e della fuga, si ripetano continuamente. Nonostante ciò, provo anche un lieve senso di conforto nei testi del poeta, poiché il dolore è uguale per tutti, in ogni epoca, ed è ciò che ci rende (o che ci fa rimanere) umani.
Negli ultimi anni della sua vita, precisamente nel 1966, Seferis pubblicò una raccolta chiamata "Tre poesie segrete"; ritengo che, all'interno di quest'opera, meriti una menzione il brano IX, in quanto in esso Seferis parla, a sé stesso e a tutti noi, di un tema che mi sta molto a cuore: la paura del giudizio degli altri. Il poeta si avvale di una metafora a mio parere bellissima come conclusione della lirica, che qui io riporto:
Il vento marino e la rugiada dell'alba
esistono senza che nessuno lo chieda.
In questi due versi si avverte chiaramente il messaggio che Seferis scrive, in primis per sé stesso, di non lasciarsi abbattere per quello che gli altri si aspettano da te o da quello che pensano, dal momento che vai benissimo così come sei, "al naturale"; nessuno dovrebbe mai sognarsi di cambiare la tua natura, spontanea e perfettamente imperfetta.
Chiara Bortignon, 2UB
