Il 25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, alcuni studenti del biennio hanno letto loro riflessioni sul tema, in occasione dell’installazione di una panchina rossa nel cortile del nostro liceo. Queste che riportiamo - di ragazze e ragazzi della 1UA e 2UA - sono solo una parte delle letture condivise durante l’evento, e sottolineano l'importanza del rispetto e dell'impegno per un futuro senza violenza.
Le donne, quante volte le sentiamo nominare, quante volte ne abbiamo parlato a scuola e quante volte continuiamo a perderne una, in qualsiasi parte del mondo.
Vorrei chiedervi di chiudere gli occhi, immaginare che ogni donna sia una foglia, all’inizio raggiante, splendente, in tutto il suo colore; poi accade qualcosa, arriva qualcuno in maniera inaspettata e con la sua forza, con il suo freddo, con la sua persuasione, piano piano danneggia quelle foglie.
All’inizio ogni strappo, ogni cicatrice, tende a ripararsi ma non per sempre.
Alcune foglie sopportano, altre ne escono illese, mentre altre ancora cadono, piegate dal dolore, da un cuore rotto, da pezzi di passato irricostruibili, parole non dette, cicatrici non mostrate.
Non è giusto che ciò accada: la violenza non è giusta, di nessun tipo e su chiunque.
A volte una decisione può cambiare la nostra vita e quella degli altri, perciò opponiamoci, facciamoci sentire, urliamo, cantiamo, non permettiamo a nessuno di dirci cosa fare, con chi parlare, come vestirci, cosa dire o chi frequentare.
Perché anche se la bocca è chiusa e non si ha il coraggio o la possibilità di aprirla, andiamo avanti anche solo con un: mm...mmmmmmm…
Ognuna di noi è fantastica e deve avere la forza di alzare la mano e dire: “SONO QUI, SONO UNA DONNA E SONO FIERA DI ESSERLO, NESSUNO PUO’ DIRMI COSA FARE”.
Forse molti di voi diranno che non è un problema che li riguarda o che è triste la situazione ma non ci danno peso perché… è capitato a lei e non a me.
La verità è che nessuna ha firmato perché gli accadesse, però è successo e basta.
Come è capitato a lei può accadere anche a me, alla mia amica, alla mia vicina di casa o di banco.
Il NO è NO: anche se sei il mio tipo, anche se ho bevuto troppo, anche se non ti ho detto di no ma neanche si, anche se sei il mio capo, anche se non sono in me, anche se ti ho sorriso, anche se ho messo la minigonna, anche se ci siamo baciati, anche se siamo stati insieme tanti anni, anche se ti ho dato il mio numero, anche se sei più forte di me, anche se non sto urlando, anche se ti ho detto “ti amo”.
Se io non voglio, se noi non vogliamo, tu NON PUOI.
---
Essere donna è camminare su un filo sottile, sospesa tra il desiderio di vivere e la paura di esistere. È sapere che la tua libertà, per qualcuno, è ancora un problema. È temere che un “no” possa trasformarsi in una condanna, che un passo, un vestito o una parola sbagliata possano costarti troppo. È lottare ogni giorno per sentirti libera, in un mondo che invece ti insegna a sentirti in colpa solo per il fatto di essere te stessa.
---
Le donne sono persone con un’anima, un corpo, un cervello pensante, ma soprattutto delle emozioni. Un semplice uomo o un ragazzo non ha diritto di distruggere le emozioni di una donna facendole credere di amarla, e poi picchiarla o ucciderla. […] Le donne hanno il diritto di avere una vita, di uscire con amiche e amici senza essere controllate, hanno il diritto di mettersi una minigonna senza essere molestate o stuprate. Noi ragazze abbiamo il diritto di uscire di casa la sera senza avere il continuo timore che possa succederci qualcosa.
---
Quando sentiamo la parola “violenza” pensiamo subito a quella fisica e non ci rendiamo conto che ne esistono altre sfumature, che causano ancora più dolore: quella psicologica, ad esempio. Non è come uno schiaffo, di cui ti rimane il segno temporaneamente: ti si insinuano nella mente tutte le minacce, gli insulti, quella parola di troppo, rendendoti insicura e schiava di quel pensiero.
Siamo nel 2024 e ancora si deve parlare di femminicidio. Tutte le giornate contro la violenza sulle donne, tutte le manifestazioni e tutte le ore a parlare di questo argomento sembrano non cambiare niente: siamo sempre punto a capo.
Invece bisognerebbe dire basta una volta per tutte. Chissà se mai ci arriveremo
Trovo la violenza contro le donne disumana e orribile. Togliere la vita ad una donna, proprio colei che ci ha donato la vita, che ci ha fatto crescere, ci ha amato, seguito in ogni passo…
Questi uomini che tolgono la vita alle donne per fatti di gelosia, li trovo insensati e stupidi, perché ogni donna, come ogni uomo, finita una storia d’amore, ha la libertà di vivere la propria vita nel modo migliore per essere felice.
Vorrei chiedervi di chiudere gli occhi, immaginare che ogni donna sia una foglia, all’inizio raggiante, splendente, in tutto il suo colore; poi accade qualcosa, arriva qualcuno in maniera inaspettata e con la sua forza, con il suo freddo, con la sua persuasione, piano piano danneggia quelle foglie.
All’inizio ogni strappo, ogni cicatrice, tende a ripararsi ma non per sempre.
Alcune foglie sopportano, altre ne escono illese, mentre altre ancora cadono, piegate dal dolore, da un cuore rotto, da pezzi di passato irricostruibili, parole non dette, cicatrici non mostrate.
Non è giusto che ciò accada: la violenza non è giusta, di nessun tipo e su chiunque.
A volte una decisione può cambiare la nostra vita e quella degli altri, perciò opponiamoci, facciamoci sentire, urliamo, cantiamo, non permettiamo a nessuno di dirci cosa fare, con chi parlare, come vestirci, cosa dire o chi frequentare.
Perché anche se la bocca è chiusa e non si ha il coraggio o la possibilità di aprirla, andiamo avanti anche solo con un: mm...mmmmmmm…
Ognuna di noi è fantastica e deve avere la forza di alzare la mano e dire: “SONO QUI, SONO UNA DONNA E SONO FIERA DI ESSERLO, NESSUNO PUO’ DIRMI COSA FARE”.
Forse molti di voi diranno che non è un problema che li riguarda o che è triste la situazione ma non ci danno peso perché… è capitato a lei e non a me.
La verità è che nessuna ha firmato perché gli accadesse, però è successo e basta.
Come è capitato a lei può accadere anche a me, alla mia amica, alla mia vicina di casa o di banco.
Il NO è NO: anche se sei il mio tipo, anche se ho bevuto troppo, anche se non ti ho detto di no ma neanche si, anche se sei il mio capo, anche se non sono in me, anche se ti ho sorriso, anche se ho messo la minigonna, anche se ci siamo baciati, anche se siamo stati insieme tanti anni, anche se ti ho dato il mio numero, anche se sei più forte di me, anche se non sto urlando, anche se ti ho detto “ti amo”.
Se io non voglio, se noi non vogliamo, tu NON PUOI.
---
Essere donna è camminare su un filo sottile, sospesa tra il desiderio di vivere e la paura di esistere. È sapere che la tua libertà, per qualcuno, è ancora un problema. È temere che un “no” possa trasformarsi in una condanna, che un passo, un vestito o una parola sbagliata possano costarti troppo. È lottare ogni giorno per sentirti libera, in un mondo che invece ti insegna a sentirti in colpa solo per il fatto di essere te stessa.
---
Le donne sono persone con un’anima, un corpo, un cervello pensante, ma soprattutto delle emozioni. Un semplice uomo o un ragazzo non ha diritto di distruggere le emozioni di una donna facendole credere di amarla, e poi picchiarla o ucciderla. […] Le donne hanno il diritto di avere una vita, di uscire con amiche e amici senza essere controllate, hanno il diritto di mettersi una minigonna senza essere molestate o stuprate. Noi ragazze abbiamo il diritto di uscire di casa la sera senza avere il continuo timore che possa succederci qualcosa.
---
Quando sentiamo la parola “violenza” pensiamo subito a quella fisica e non ci rendiamo conto che ne esistono altre sfumature, che causano ancora più dolore: quella psicologica, ad esempio. Non è come uno schiaffo, di cui ti rimane il segno temporaneamente: ti si insinuano nella mente tutte le minacce, gli insulti, quella parola di troppo, rendendoti insicura e schiava di quel pensiero.
Siamo nel 2024 e ancora si deve parlare di femminicidio. Tutte le giornate contro la violenza sulle donne, tutte le manifestazioni e tutte le ore a parlare di questo argomento sembrano non cambiare niente: siamo sempre punto a capo.
Invece bisognerebbe dire basta una volta per tutte. Chissà se mai ci arriveremo
Trovo la violenza contro le donne disumana e orribile. Togliere la vita ad una donna, proprio colei che ci ha donato la vita, che ci ha fatto crescere, ci ha amato, seguito in ogni passo…
Questi uomini che tolgono la vita alle donne per fatti di gelosia, li trovo insensati e stupidi, perché ogni donna, come ogni uomo, finita una storia d’amore, ha la libertà di vivere la propria vita nel modo migliore per essere felice.