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Racconti ricchi di ricordi: Ghiorgos Ioannou

Ghiorgos Ioannou è un poeta e soprattutto uno scrittore greco forse a voi sconosciuto, cari lettori, ma i suoi emozionanti racconti sono colmi di storia, sentimenti, ricordi lontani ed intense sofferenze.
Nato a Salonicco, città a nord della Grecia, nel 1927, proveniente da una famiglia di migranti, percepisce il dolore dell'esilio infinito della sua famiglia (che è poi il dolore di tutti i profughi), causato dalla "catastrofe microasiatica" (1) del 1922. Ma questo non è l'unico evento doloroso della sua vita. Muore, infatti, nel 1985 e partecipa, direttamente o indirettamente, a  tutte le sofferenze del popolo greco in quei turbolenti anni: dalla dittatura di Metaxas (2) alla seconda guerra mondiale, per arrivare sino alla guerra civile (3) e, più tardi, alla Giunta militare (4).
L’autore imprime sulla carta tutte le sofferenze legate a tali avvenimenti e le affronta tramite la scrittura, che ha per lui una funzione “catartica”, capace di alleggerire l’anima; è l’unico modo che lui conosca per attenuare lo strazio del vivere. Ioannou si avvale del racconto breve, il cosiddetto pezografima: è un suo neologismo e significa “scrittura in prosa”. Questi pezografimata raggiungono una rara intensità, poiché sono sempre agganciati a suoi ricordi e per questo risultano particolarmente verosimili.
Nella sua scrittura, che è indipendente da modelli letterari predefiniti, si può cogliere un’affinità con il verismo greco, il cui principale esponente è Papadiamantis (5); come lui, Ioannou ambienta tutte le sue narrazioni in luoghi e periodi storici molto precisi. Ciò è tipico anche del verismo italiano, il cui riferimento maggiore è Verga: tanto Ioannou quanto Verga, infatti, hanno una visione laica della vita, danno voce ai più umili, scelgono uno sfondo mediterraneo. Ma mentre Verga tratta il mondo dei contadini e dei pescatori, Ioannou sceglie un contesto cittadino, più precisamente il microcosmo del quartiere, prima di Salonicco e poi di Atene, città dove si trasferisce nel 1971. Da questo momento, per Ioannou, che continua a dedicarsi alla sua professione di insegnante di Lettere, inizia il periodo più sereno della vita: ad Atene si sente meno giudicato e più libero di essere sé stesso, senza nascondere più la propria omosessualità. Proprio nella capitale, l’autore si spegne nel 1985.
Passiamo ora alle sue opere: fino al 1964, Ioannou scrive poesie, ma poi inizia a esprimersi con i racconti. La produzione in versi e quella in prosa non sono slegate, perché il loro tema centrale è il dolore intenso e collettivo della condizione umana.
L’autore riunisce i suoi pezografimata in sette raccolte, di cui citiamo Per un punto d’onore (1964), La sola eredità (1971), Il sarcofago (1974) e La capitale dei profughi (1984). Uno dei brani che ci sono piaciuti di più si intitola Il letto (6), dove l’autore narra della deportazione degli ebrei da parte dei nazisti, avvenuta a Salonicco una mattina dell’aprile 1943. Ce ne parla perché, tra le varie famiglie ebree, ce n’è una che vive nel suo palazzo. È la famiglia del suo amico Izos, che Ioannou vede andarsene verso un tragico destino. Tutta la sua casa viene derubata; Ghiorgos, però, riesce a prendere il suo letto, dove dormirà per tutta la sua prima giovinezza. Esso è un ricordo eterno di Izos, ma anche il luogo in cui l’autore conosce sé stesso.
Ioannou è considerato uno dei più grandi scrittori greci della sua epoca. Sorprende per la sua bravura nello scrivere e per la capacità di comunicare emozioni, facendo immedesimare i lettori negli intensi personaggi a cui dà vita.

(Vittoria Chiamenti, Alessio Gasperini e Maddalena Peggio, 1UB)

NOTE

(1) Greci combattono contro i Turchi per riprendere Costantinopoli; tale conflitto, avvenuto nel 1922 e noto come “catastrofe microasiatica", vede la vittoria dell’esercito turco, guidato da Mustafa Kemal Atatürk. A conseguenza di ciò, tutti i Greci che abitano in Asia minore sono costretti ad emigrare in Grecia; ugualmente, i Turchi che abitano in Grecia devono andarsene. Da entrambe le parti è grandissima la sofferenza di lasciare la propria casa.

(2) Ioannis Metaxas (Itaca, 1871 - Atene, 1941), primo ministro e politico greco che, dal 1936 al 1941, governa la Grecia con una dittatura di tipo fascista.

(3) Combattuta tra il 1944 e il 1949 tra le forze monarchiche e quelle comuniste.

(4) Si tratta della “dittatura dei colonnelli”, di tipo fascista, che ha luogo tra il 1967 e il 1974.

(5) Alexandros Papadiamantis (Skiathos 1851 - Skiathos 1911).

(6) Pezografima che appartiene alla raccolta Il sarcofago (1974).




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