La rappresentazione teatrale Vivere a Terezin è stata programmata per il ciclo di spettacoli voluti dal comune di Rovereto dedicati alla Giornata della memoria. La pièce è stata idealizzata dai ragazzi del Collettivo Clochart di Mori, guidati dal regista Michele Comite, in collaborazione con il Laboratorio di storia di Rovereto e con l’accompagnamento delle musiche degli allievi della Civica Scuola Musicale “R. Zandonai”.
La storia narrata è ambientata nel campo di Terezin, a 60 chilometri da Praga, che venne utilizzato tra il 1941 e il 1945 dai nazisti come luogo di transito verso i campi di sterminio per gli ebrei che provenivano da Cecoslovacchia, Germania e Austria.
In questo spettacolo teatrale si è cercato di mostrare la realtà che c’era dietro ai campi di concentramento. Terezin infatti era stato creato nel 1941 al fine di mostrare, attraverso la propaganda, l’occhio benevolo del Nazismo nei confronti degli ebrei: i nazisti volevano far credere a tutti che i campi di concentramento non erano poi così male, visto che al loro interno gli ebrei potevano organizzare concerti, fare spettacoli, suonare, ballare… i bambini potevano andare a scuola e giocare e vi registrarono video e un film intitolato Hitler regala una città agli ebrei.
Nel settembre del 1944 però i nazisti terminarono la loro campagna di propaganda e finzione, così Terezin tornò ad essere usato solo ed unicamente come un normale campo di deportazione e sterminio, fino al 1945.
La decisione di partecipare all’esperienza teatrale di Vivere a Terezin è stata il risultato di una riflessione collettiva all’interno della nostra classe. In una settimana in cui la memoria della Shoah è più importante che mai, abbiamo ritenuto molto importante aderire a questa iniziativa in modo da poter ricordare le vittime dell’Olocausto e mantenere viva la consapevolezza delle atrocità del passato.
Abbiamo apprezzato particolarmente la visione di questo spettacolo per l’utilizzo della musica e del ballo, che ci hanno coinvolto maggiormente nella storia e ci hanno trasmesso forti emozioni.
È stata un’importante occasione per riflettere su una terribile pagina di storia. Per non dimenticare.
(Beatrice Fava e Simone Papa, 2EA)
